L'alba di Matsushima (e una grande occasione persa)

Matsushima è, senza ombra di dubbio, uno dei posti più belli che ho visto durante il mio viaggio in Giappone del 2018. Nonostante ci sia rimasto solo qualche giorno, ho trovato questa piccola cittadina davvero bellissima e piacevole da visitare. Non sono qui per parlare della città ma dell’alba che ho visto. Dopo avervela mostrata, vorrei parlare anche di un’esperienza negativa che è stato per me un grande rimpianto di quella vacanza.

E’ stata una delle due albe più belle che io abbia mai visto (della seconda, che è tutta nostrana, parlerò in un altro post in futuro magari). Quel giorno, il 20 ottobre 2018 per l’esattezza, io ed il mio compagno di viaggio Alessandro ci siamo alzati presto e siamo andati su un pontile ad ammirare questo spettacolo. Abbiamo fatto poca strada dalla Guesthouse dove alloggiavamo: non più di 15 minuti a piedi.

Non sono uno a cui piace fare tante foto. Cose di questo tipo preferisco di gran lunga vederla direttamente tramite i miei occhi, invece che guardarle attraverso un display. Quindi non ho tanti altri attimi di quest’alba da farvi vedere, tranne questo che ho colto sulla strada del ritorno quando il sole era già un po’ più alto.

Le foto non rendono tanta giustizia al calore che avevano i colori quella mattina. Era davvero uno spettacolo e mi ha emozionato tantissimo.

Ora però veniamo al secondo argomento: la bella occasione che mi sono lasciato sfuggire.

Come ho detto prima, io ed Alessandro alloggiavamo in una Guesthouse gestita da un simpatico giapponese che parlava gran bene l’inglese. E’ un posto che raccomando a chi va visitare Matsushima: si chiama Uchi Matsushima Guesthouse, è comodissima di posizione e molto accogliente. Ha però il bagno in condivisione, a qualcuno potrebbe non piacere.

Tornando a noi, l’occasione persa risale esattamente alla sera prima che vedessi questa alba. Quella sera il proprietario della Guesthouse ci invitati a scendere in sala comune per bere due cose. Io mi ero fidanzato da appena un mesetto, quindi ho preferito restare in camera e chiamare la mia compagna. Dopo averlo fatto mi sono messo a sistemare le foto al pc e a cazzeggiare.

Alessandro invece è sceso ed ha passato una gran bella serata in compagnia del proprietario e degli altri ospiti. Hanno condiviso esperienze di viaggio e, se non ricordo male, proprio da loro veniva il consiglio di andare a guardare l’alba l’indomani mattina. 

E’ una cosa che mi  ha segnato e mi è rimasta impressa di quella vacanza. Quando Chiara, la mia compagna, leggerà queste righe si sentirà responsabile per tutto questo, ma non è affatto così. La colpa è assolutamente mia. Sarei potuto scendere in sala comune dopo aver chiuso la chiamata con lei ad esempio. L’unico responsabile ad essere rimasto in camera sono solo io.

In questa vicenda sono molto scontento di come mi sono comportato ma ho cercato di trarne insegnamento. Da allora cerco di applicarmi un po’ di più dal punto di vista sociale, soprattutto in viaggio. Non voglio farmi sfuggire altre occasioni come queste perché, in fondo, sono quelle che creano i ricordi più belli.

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